Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

giovedì 17 aprile 2014

Hot cross buns: i paini dolci pasquali anglosassoni










Per il Re-cake n.7 di questo mese facciamo gli Hot cross buns sono dei panini dolci inglesi  tipici del periodo pasquale.






Si tratta di un panino speziato e con un buon profumo di agrumi che generalmente viene fatto nel periodo di Pasqua e consumato il Venerdì Santo.
Come  tutte le ricette dedicate ad una determinata festività sono arricchite da storie e curiosità:
decorati sulla superficie con una croce simbolo della Crocifissione di Cristo, questi panini, se fatti il Venerdì Santo, si dice che si conservino senza rovinarsi per un anno intero, sino alla Pasqua successiva, e vengono appesi in cucina come porta fortuna;
una volta ormai secchi vengono polverizzati e utilizzati per curare ogni tipo di malattia;
e ancora, se due persone dividono a metà e mangiano insieme lo stesso panino per un anno intero la loro amicizia sarà garantita, di questi tempi una fortuna non indifferente.
  
Qui trovate le versioni delle 5 amiche che hanno ideato questa splendida iniziativa:

http://amichecucina.blogspot.it/2014/04/hot-cross-buns-per-re-cake.html
http://www.ilfiordicappero.com/2014/04/hot-cross-buns-recake-7.html
http://www.acquaefarina-sississima.com/2014/04/re-cake-7-hot-cross-buns.html
http://dolcizie.blogspot.it/2014/04/hot-cross-buns.html
http://trafornelliepennelli.blogspot.it/2014/04/one-penny-two-penny-hot-cross-buns-re.html

Io ho seguito la ricetta di uno dei miei libri preferiti questo "Come si fa il pane " di E. Hadjiandrou.




ho trovato questa preparazione molto interessante per vari motivi:
  • si può impastare in una ciotola a mano senza l'uso dell'impastatrice, perché mica ce l'hanno tutti;
  • e la glassa per lucidarli è fantastica, profumatissima, per nulla stucchevole.


Ingredienti per 13 pezzi circa

Per le croci:
  • 90 ml di acqua
  • 40 ml di olio
  • 75 g di farina
  • 2,5 g di sale
(ma c'è qualcosa da rivedere nelle dosi perché, come vedete le mie croci in cottura sono scomparse)
Preparazione:
mescolare la farina ed il sale in un contenitore, in un altro i liquidi, olio e acqua e unire poi ai secchi, formando una pastella  che metterete al fresco.


Per la glassa:
  • 250 ml di acqua
  • 150 g di zucchero
  • 1/2 arancia non trattata
  • 1/2 limone
  • 2 bastoncini di cannella
  • 5 chiodi di garofano
  • 3 semi di anice stellato

Preparazione: tagliate l'arancia in 4 parti e il limone in due, poi mettete tutti gli ingredienti in una pentola e portate ad ebollizione, appena raggiunge il bollore togliere dal fuoco  e lasciare freddare conservando poi in un luogo fresco.
Questa glassa si può fare il giorno precedente, così gli aromi si intensificheranno e potrà essere conservata in frigo per poterla utilizzare anche in altre preparazioni.




Per l'impasto:
  • 10 g di lievito di birra fresco
  • 40 g di zucchero
  • 200 ml d acqua calda
  • 400 g di farina
  • 200 g di mirtilli secchi
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • la scorza grattugiata di due arance
  • la scorza grattugiata di 1 limoni
  • 90 g di burro morbido
  • 1 uovo grande
  • pizzico di sale 

Prima di partire con l'impasto prepariamo la frutta secca:
in una ciotola mettiamo la scorza grattugiata delle arance e limone, poi uniamo i mirtilli, e le spezie: cannella e zenzero.

Preparazione dell'impasto che consiste in un preimpasto e poi un impasto finale:


Preimpasto o poolish:
in una ciotola mettiamo il lievito di birra con l'acqua e lo zucchero e aggiungiamo 200 g di farina presi dal totale, mescoliamo bene.
Copriamo e lasciamo riposare per 30 minuti.


Impasto finale:
mettiamo in una ciotola grande la farina rimanente, e cioè 200 g, il pizzico di sale, aggiungiamo a questi il burro morbido ridotto a pezzetti mescoliamo con la punta delle dita sino ad avere un impasto "bricioloso".
Uniamo all'impasto di farina e burro l'uovo, leggermente sbattuto, e il preimpasto; mescoliamo sino ad amalgamare gli ingredienti e poi copriamo e lasciamo riposare per 10 minuti.

Ora inizia la tecnica dell'impasto in ciotola che già vi avevo proposto per il pane armeno piatto;
passato il tempo necessario lavorate l'impasto in ciotola così:

*prendete un lembo e riportatelo al centro e girate la ciotola, continuate così per 8 volte e coprite di nuovo con la ciotola e lasciate riposare per 10 minuti.*
Ripetete l'operazione compresa tra gli asterischi * per altre 2 volte....vedrete che l'impasto diventa sempre più liscio ed elastico.

Ora unite all'impasto delicatamente la buccia di arancia e limoni con i mirtilli secchi e spezie che avevate preparato.
Coprire e lasciare riposare 30 minuti.

A questo punto potete procedere così:
  • si può trasferire il composto in frigo e procedere il giorno dopo, con l'accortezza di lasciare a temperatura ambiente l'impasto per almeno 15 minuti e poi formare i panini.
oppure
  • procedere alla pezzatura dei paninetti, ciascuno di circa 70 g; sulla spianatoia ben infarinata dividere l'impasto e formare delle palline.
Li trasferiamo su una teglia rivestita con carta forno e lasciamo lievitare sino al raddoppio.

Al momento di infornare con l'aiuto di una sac à poche disegnate una croce sulla superficie dei panini.


Cottura:

forno preriscaldato a 180° per circa 15-20 min.

Una volta cotti li tiriamo fuori e spennelliamo con la glassa, lasciamoli raffreddare su una griglia.

Che dire sono veramente deliziosi, dal momento che li ho sfornati  e mi sono messa a scrivere il post ne sono rimasti solo 6, vi lascio immaginare....

Con questa ri cetta partecipo anche  a Panissimo di Aprile ospiti di Barbara
 

domenica 6 aprile 2014

La torta pasqualina...quanti modi di fare e rifare








Di nuovo l'appuntamento virtuale con le cuochine per l'iniziativa Quanti modi di fare e rifare, questo mese siamo ospiti di Un'arbanella di basilico che ci presenta un classico intramontabile della sua bellissima Liguria :la torta pasqualina.



 E per l'occasione ho voluto provare la farina Manitoba della linea qb Qualità Bio  del Molino Grassi

La Manitoba del molino Grassi: miscela di farina tipo 0 di grano tenero Manitoba biologico, proveniente dalla regione delle Grandi Praterie Canadesi, a cui la presenza di farina di farro spelta biologico, nato nella zona del Mar Caspio 7.000 anni fa, e della farina di segale biologica regalano un gusto particolare.
Già dall'etichetta vediamo che siamo di fronte ad una signora farina, ricca di gusto, un mix di frumento, farro e segale che conferisce all'impasto una nota rustica che ben si sposa con il ripieno di ricotta ed erbette, e per accentuare il tutto ho anche aggiunto del farro lessato.

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta matta:
  • 250 g di farina Manitoba della linea qb Qualità Bio
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 100 ml d acqua 
  • 6 g di sale fino 
Preparazione:

Intanto mettete a bollire dell'acqua in una pentola...poi vi spiegherò a cosa servirà.

Facciamo una fontana con la farina e al centro mettiamo l'olio , sale e metà dell'acqua, iniziamo ad impastare e aggiungiamo il resto dell'acqua.
Naturalmente il quantitativo dell'acqua dipenderà molto dal tipo di farina che utilizzerete.
Impastate sino ad ottenere un massa liscia ed omogenea  e avvolgete a palla; ed ora il trucchetto svelato da Carla Emilia, ligure doc, l'impasto va fatto riposare sotto una pentola calda in cui avrete fatto bollire dell'acqua, questa tecnica vi permetterà di stendere molto sottilmente la pasta che diventerà bella croccante.

Per il ripieno, che potete fare anche il giorno prima, vi potete sbizzarrire :bietoline, spinaci...tutto ciò che avete, io in questo caso ho usato:

Ingredienti per il ripieno
  • 200 g di ricotta
  • 300 g di verdure miste lessate e strizzate per me borragine, spinaci, erbe di campo
  • 100 g di farro lessato
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo intero
  • burro
  • sale e pepe
In una padella con un po di burro facciamo insaporire le erbe lessate e ben strizzate, aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo da parte.
In una ciotola mescoliamo la ricotta, il farro lessato, l'uovo e il parmigiano, regoliamo di sale e pepe e uniamo le verdure preparate.
Ora non resta che stendere la pasta....e qui ho voluto provare un modo un po diverso di presentare la classica torta pasqualina.
Praticamente ho steso la pasta molto sottilmente, poi ritagliato dei quadrati di circa 10 cm di lato, messo al centro un cucchiaio di impasto e poi chiuso a formare un "petalo".



Disponete i petali su di una teglia rivestita con carta forno.


Cottura 190° per circa 40 minuti.




Con questa ricetta partecipo al contest di  Mulino Grassi





E questa ricetta partecipa anche al contest "In un sol boccone" ideato da Peroni e Monique e Paola






martedì 1 aprile 2014

Un contest: "Cucina da Errico", un piatto della tradizione marchigiana: "pincinelle" e una bellissima serata.

Quanti di noi, parlo di quelli appassionati di cucina, quelli che acquistano riviste, libri, che sono sempre alla ricerca del gusto, del sano mangiare.....sognano di entrare in una cucina stellata?
A me è capitato... un'amica, una cara amica, conosciuta per caso su fb, mi dice " lo chef Errico Recanati del ristorante Andreina di Loreto ha indetto un contest.


 "Pincinelle, asparagi e ciauscolo" il piatto in gara per il contest #Cucinadaerrico di Donatella Bartolomei. Se vi piace il piatto cliccate sul link e poi mi piace



Al via la prima edizione di “cucina da Errico” il primo cooking contest creato dallo chef neo stellato Errico Recanati del ristorante Andreina di Loreto (AN)
Partecipare e` semplice. Basta scegliere una delle proprie ricette preferite (non ci sono limiti né di portata né di ingrediente) e inviarla allegando una piccola motivazione su cosa spinge il candidato a proporla e sui ricordi che suscita quando la si assapora.
Gli autori delle 6 proposte piu` interessanti avranno l’opportunita` di cucinare il loro piatto fianco a fianco con lo chef Errico Recanati che aprira` in esclusiva la sua cucina per regalare una serata unica a veri cuochi “nell’anima”.
“Cucina da Errico” è un’occasione irripetibile per vivere in prima persona il lavoro e la creatività di uno chef neo stellato e contribuire con lui alla realizzazione del tuo piatto.
Un contest per chi vive di cucina, ama i suoi sapori ed i suoi profumi.


Non me lo sono fatta ripetere due volte  e  così ho mandato la ricetta delle Pincinelle, una tipologia di pasta un po fuori dal comune perchè fatta con l'impasto del pane.
Lo chef ha scelto la mia ricetta e il 27 marzo è stata la mia serata.






Che dire...è stata un'esperienza meravigliosa, unica nel suo genere, emozione tanta, ma al tempo stesso anche tanta soddisfazione.
Ho presentato un piatto della tradizione ormai dimenticato, pochi conoscevano questa tipologia di pasta, un piatto semplice come la regione Marche, ma con il suo carattere e con lo spirito di adattamento che contraddistingue i marchigiani.
 Poi, ho scoperto che le Marche  risulta la regione più longeva d'Italia e d'Europa.....sarà mica "colpa" della sana e gustosa cucina tradizionale?

Queste sono alcune foto della serata e....








per i più coraggiosi c'è anche il video che testimonia l'evento.




Ma veniamo alla ricetta...

per questa occasione ho utilizzato un mix di farine per dare maggiore carattere alla pasta, il tutto condito con asparagi coltivati....ahimè il tempo non è stato clemente la scorsa settimana e gli asparagi selvatici raccolti erano veramente "bruttini", comunque anche se coltivato l'asparago è sempre un prodotto di qualità, che va trattato con i guanti, e poi il ciauscolo, prodotto esclusivamente marchigiano, unico nel suo genere.

Ingredienti per 4-6 persone per la pasta:
  • 350 g di farina 0 bio
  • 150 g di farina semintegrale macinata a pietra ma se le volete ancora più rustiche potete arrivare sino a 250g ( quindi 250 g di farina 0 bio e 250 g di farina semintegrale)
  • 50 g di lievito madre
  • 250 g di acqua
  • 8 g di sale
Preparazione della pasta:
è tutto molto semplice, sciogliere il lievito nell'acqua aggiungere la farina e il sale;
per la realizzazione vi rimando al post che ho pubblicato un po di tempo fa.

Per la salsa :
  • un mazzetto di asparagi ( meglio selvatici ed anche più econmici se avete la possibilità di andare a raccoglierli direttamente)
  • brodo di verdura
  • olio extra vergine
  • 5-6 fette spesse 1/2 cm di ciauscolo ( se non lo trovate potete sostituire con la salsiccia)
  • parmigiano
  • sale e pepe

Preparazione:

Se usate asparagi coltivati questi vanno cotti brevemente al vapore, poi separate i gambi dalle punte.
La parte più dura verrà frullata per creare una cremina.
Se usate gli asparagi selvatici, prendete solo parte apicale più tenera e cuoceteli direttamente nell' olio,  cottura breve circa 5 minuti, aggiungendo un po di brodo di verdure per agevolare il tutto.
A parte in una padella antiaderente ben calda fate saltare il ciauscolo tagliato a cubettini, in modo che diventi croccante e perda un po di grasso.
Al momento di scolare la pasta la mettiamo nella padella con gli asparagi, aggiungiamo la cremina, il ciauscolo, parmigiano e spadelliamo.


Per chi vuole approfondire allego la  presentazione che ho lasciato al tavolo dei commensali.


A “Cucina da Errico”
Pincinelle asparagi selvatici e ciauscolo,
di Donatella Bartolomei (http://ingredienteperduto.blogspot.it/)
Le pincinelle: quando il pane diventa un primo piatto.



In occasione della mia partecipazione a questa splendida iniziativa ho pensato di proporvi un piatto che testimonia la semplicità e al tempo stesso il carattere della cucina marchigiana.
Le pincinelle tipiche delle Marche e in particolar modo dell'entroterra marchigiano,
"cordelle" per mia nonnna
 "pincinelle" a Fabriano
"pencianelle" a Sassoferrato
"pence " a Matelica
" monfricoli o surci "a Campodonico....

Una serie di modi, anche un po bizzarri, per definire una pasta unica nel suo genere, perché praticamente è fatta con l’impasto del pane.
La “vergara” solitamente faceva il pane una volta ogni 7-10 giorni, dopo aver formato i filoni lasciava una parte d’impasto per la successiva panificazione e con un parte di questo realizzava  degli  “spaghettoni” (pincinelle) che poi venivano tagliati  ad una lunghezza di circa 10 cm.
Un piatto povero, una pasta fatta di sola farina, acqua e lievito madre, mentre le uova erano usate per i dolci delle feste comandate.
Per  preparare le pincinelle abbiamo utilizzato un mix di farina 0 e farina semintegrale macinata a pietra, lievito madre, acqua e sale.
Accompagnate dall’asparago selvatico e il ciauscolo.
Asparagi selvatici


L’asparago selvatico non è un esclusivo prodotto della terra marchigiana, è uno dei primi frutti che la natura ci regala, testimone del suo risveglio primaverile.
Prende nome da Asparagos, termine greco usato per indicare questa pianta.
La sua origine è controversa, per alcuni deriverebbe da asper: aspro, ruvido.
Per altri da spargao: turgido riferito ai suoi getti commestibili; per altri ancora il termine deriverebbe da non spargo, cioè non semino, per il fatto che questo ortaggio solitamente non si semina ma si moltiplica per via vegetativa.
Noto sin dall’antichità come pianta officinale dal grande potere diuretico, da sempre considerato un ortaggio per palati fini.
Per preservare le qualità del prodotto è necessaria una breve cottura, caratteristica già nota ai tempi dell’imperatore Augusto, il quale quando desiderava che un suo ordine fosse eseguito in breve tempo recitava questo proverbio “celerius quam asparagi cocuntur” ossia “più rapido della cottura degli asparagi”.
Il ciauscolo detto anche ciavuscolo o ciabuscolo
Il suo nome sembra derivi dal latino cibusculum ossia “piccolo cibo”
Nel 2006 entra a far parte della categoria dei prodotti Igp,  il disciplinare di produzione stabilisce  la tipologia della carne e la sua lavorazione; si utilizza  pancetta, spalla,  rifiniture di prosciutto e lonza; poi spezie, sale, pepe nero, aglio pestato e vino, il cui quantitativo varia secondo il luogo di produzione.
L’impasto subisce due macinature  e poi viene insaccato in un budello naturale di maiale ( budello gentile) e la stagionatura va da poche settimane a qualche mese.
La sua caratteristica è la spalmabilità, tanto da essere paragonato ad un paté, gustoso ma anche sorprendentemente fresco, in quanto caratterizzato da  una stagionatura molto più breve rispetto agli altri salumi.

Vorrei aggiungere ancora....un enorme grazie a Cristina Baldassarri, l'amica "responsabile" di questa meravigliosa esperienza, mi ha sostenuta moralmente pur non conoscendomi affatto, andando anche contro la sua dieta per essere presente alla mia serata, mi spiace solo che la situazione, un po caotica, non mi abbia permesso di ringraziarla come avrei voluto e soprattutto mi sarebbe veramente piaciuto  trascorrere un po di tempo con lei e con i suoi cuccioli pelosi....ancora grazie carissima a te e a tuo marito.



Con questa pasta che viene dal passato partecipo all'utile contest Pasta che ti passa...impastiamo la crisi Sandra e Gaia.Per contenere i costi consiglio di usare al posto del ciauscolo la salsiccia, e se non potete andare a raccogliere gli asparagi selvatici usate quelli coltivati, che in questo periodo sono abbondanti e non tanto cari.












E sempre con le Pincinelle partecipo al contest "Il mio piatto forte" di Cucina Scacciapensieri



mercoledì 26 marzo 2014

Semla, o semlor, panini svedesi dolci, soffici e profumati


Questi dolcetti non li conoscevo proprio, ed è per questo che mi piace sempre più partecipare ad iniziative come quella di Bake the World.

Si chiamano Semla o Semlor a seconda della regione di provenienza, sono dei panini dolci svedesi che in origine venivano preparati per il martedì grasso, ma sono così buoni che ormai vengono fatti durante tutto l'anno.
Si taglia la calotta e si scavano un po, poi vanno riempiti con una pasta di mandorle  e sopra un bel ciuffo di panna montata.
Ho visitato diversi siti che vi metto qui in modo da potervi fare una bella passeggiata virtuale tra i blog spagnoli:

Ma avevo bisogno di trovare una ricetta con farine in uso in Italia e quando si tratta di lievitati io mi affido sempre a lui, Adriano Continisio ed al suo splendido blog Profumo di lievito.
Quindi per questa ricetta ho fatto riferimento ai Piccoli pani dolci alla vaniglia di Adriano, cambiando la vaniglia con il cardamomo, caratteristico dei semla e poi per un mio errore di trascrizione ho aggiunto più farina del dovuto, però il risultato è stato eccezionale e a questo punto  non oso immaginare cosa venga fuori con la ricetta originale.


Ecco la mia ricetta "sbagliata" ma dal risultato strepitoso.

Si tratta di una preparazione che parte da un poolish e poi completa la sua maturazione in frigo, ottenendo così una leggerezza ed un gusto unici.

Ingredienti per i panini dolci (circa 20 del peso di 60 g)
  • 600 g di farina Manitoba
  • 250 g di latte intero
  • 4 tuorli
  • 120 g di burro
  • 110 g di zucchero
  • 6 g di lievito birra fresco
  • 8 g di sale
  • 1/2 cucchiaino di cardamomo macinato
Per quando riguarda la pasta di mandorle ho seguito la ricetta di Antonella, anche lei ha fatto i semla qui trovate il suo blog.

Ingredienti per la pasta di mandorle:
  • 50 g di farina di mandorle
  • 50 g di zucchero a velo
  • 3 cucchiai di acqua
  • un po della mollica del panino che vi risulterà quando lo scaverete per riempirlo con la pasta.
E per finire  300 ml di panna fresca da montare.
Preparazione dei panini dolci:

  • La sera:
riscaldiamo un po il burro e mettiamoci il cardamomo macinato.
Scaldiamo leggermente il latte ,ci sciogliamo il lievito e aggiungiamo 120 g di farina, presa dal totale, mescoliamo bene e trasferiamo in frigo sino alla mattina successiva.

Il mattino successivo:
tiriamo fuori dal frigo il prefermento, lo lasciamo a temperatura ambiente finché non vediamo riprendere la fermentazione, a questo punto mettiamo in planetaria con la foglia, uniamo un tuorlo, circa 2 cucchiai di zucchero e tanta farina per ottenere un impasto legato ma non asciutto.
Continuiamo ad aggiungere un tuorlo alla volta accompagnato da zucchero e farina, con l'ultimo tuorlo uniamo il sale.
Con l'impasto legato uniamo il burro morbido a piccoli fiocchetti e se necessario ribaltiamo l'impasto.
Finito di mettere il burro mettiamo il gancio e lasciamo lavorare sino ad avere un impasto liscio ed omogeneo.
Trasferiamo in una ciotola, copriamo con pellicola e lasciamo a temperatura ambiente per 30' poi trasferiamo in frigo; possiamo far sostare per 6 ore oppure sino al giorno dopo ma in questo caso dobbiamo mettere la ciotola nella parte più fredda del frigo.
O ancora, se non vogliamo fare la maturazione in frigo, andiamo direttamente alla fase avvolgiamo a palla.....*
Trascorso il tempo prestabilito tiriamo fuori l'impasto e lasciamolo a temperatura ambiente per 1 ora, poi *avvolgiamo a palla e lasciamo riposare per ancora 20'.
Poi facciamo le pezzatura, io ho fatto delle porzioni di circa 60 g, facciamo rilassare l'impasto per 15' e poi formiamo come più vi piace.
In questo caso a me servivano delle palline ma potete fare le forme che volete.


Una volta formate mettiamo su una teglia con carta forno e spennelliamo con albume e copriamo con pellicola possibilmente non a contatto e lasciamo lievitare.
Io ho scaldato un pentolino pieno d'acqua e poi l'ho messo nel forno spento con le teglie creando una camera di lievitazione.
Al raddoppio spennelliamo ancora la superficie con l'albume ma delicatamente , spolveriamo con zucchero a velo.

Cottura:
 180° per circa 10 minuti, ma molto dipenderà dalla pezzatura che avrete fatto.

Per la pasta di mandorle si tratta di mescolare bene tutti gli ingredienti insieme: farina di mandorle, zucchero a velo acqua e un po di mollica del panino che vi ritrovate dopo averlo scavato.



Ricoprite con un bel ciuffo di panna montata e la calotta.


Questo pane fa' parte della raccolta di Panissimo, ideata da Barbara e Sandra, ospitato da Patty nel mese di marzo





giovedì 13 marzo 2014

Budino di latticello con kumquat e noce moscata


Ed ecco un'altra ricetta  dalla trasmissione "I maghi delle spezie", questa volta voliamo ai Caraibi e precisamente a Grenada nel meraviglioso mondo della noce moscata.

Se con il precedente post sulla noce moscata vi avevo incuriosito.....ora vi metto la ricetta dolce

Budino di latticello con noce moscata e frutta

Ingredienti per 6-8 persone, molto dipenderà dalla capacità dei bicchierini o ciotoline che utilizzerete.
  • 250g di panna fresca
  • 50 g di zucchero semolato
  • 350 g di latticello
  • 6 g di gelatina in fogli
  • frutta di stagione qui potete sbizarrirvi
  • noce moscata
  • miele
  •  una noce di burro
Preparazione:
mettete la gelatina in acqua fredda.
Scaldate in un pentolino, portandola quasi a bollore, 125 g di panna con lo zucchero, fuori dal fuoco unite la gelatina ammollata e ben strizzata e mescolate sino a farla sciogliere completamente, unite il resto della panna fredda e il latticello.
Trasferite il budino nei contenitori e mettelo in frigo per almeno 4 ore.

Prepariamo la frutta:
in una padella calda mettiamo una noce di burro e poi la frutta che abbiamo scelto tagliata a fettine: potete mettere quello che più vi piace io ho usato il kumquat, ma potrebbe essere una pera, mela o in estate lamponi, pesche...fate rosolare leggermente la frutta spolverate con abbondante noce moscata e aggiungete un cucchiaio di miele, lasciate amalgamare gli ingredienti e spegnete il fuoco.
Prima di servire grattugiate sulla superficie del budino la noce moscata, poi disponete la frutta con il suo intingolo.
E' incredibile l'aroma che sprigiona la noce moscata nella frutta, non pensavo!!!

mercoledì 12 marzo 2014

La noce moscata... la dama nella barca con la veste rossa

Questa volta prima di darvi una ricetta voglio dedicare il post esclusivamente ad un ingrediente:

la noce moscata "Myristica fragrans"



Quella piccola noce profumata, con la sua grattugina che tutti abbiamo tra i barattolini delle spezie, la usiamo per aromatizzare una purea di patate, io anche nella besciamella, ma mai e poi mai avrei pensato di usarla in un dolce.

Ma ora vi voglio raccontare qualche curiosità....

nel diciasettesimo secolo la noce moscata era considerata una preziosa spezia, tanto che olandesi e inglesi fecero due sanguinose guerre per appropiarsene il commercio; gli inglesi sono costretti a cedere agli olandesi le isole dell'indonesia da cui questa spezia proviene; ma astutamente portano alcuni semi a Grenada, isola caraibica, con le stesse caratteristiche climatiche delle isole indonesiane. A Grenada la noce moscata arriva nel 1843 e rapidamente diventa una preziosa fonte di reddito, tanto importante da essere presente sulla bandiera


Significativo questo indovinello
"per trovare la noce moscata cercate la dama nella barca con la veste rossa"
Foto presa dalla rete
Questo è il frutto,

assomiglia ad una pera, gli alberi sono molto alti, e iniziano a produrre a 15 anni.
La raccolta avviene da gennaio a marzo e da giugno ad agosto, un albero può produrre 10000 frutti all'anno.







Quando il frutto è maturo si apre ed ecco la dama in barca con la veste rossa


foto presa dalla rete

La sottana rossa è il macis, anch'esso una spezia, ha la funzione di proteggere il gheriglio del seme e fornisce gli elementi nutritivi per ispessire il guscio.


Il macis viene separato dalla noce e fatto essiccare, ha un sapore meno pronunciato rispetto alla noce e viene utilizzato nell'industria cosmetica, per fare rossetti ecc ecc.

Una volta tolto il macis, la noce va fatta essiccare, un particolare interessante: una noce nel suo guscio coriaceo si mantiene per 10 anni, senza guscio per 3.



Per essere messa in vendita i gusci vanno rimossi, una macchina li rompe e poi vengono sgusciate a mano, solo a questo punto si può valutare la qualità della spezia, vengono eliminate le noci rotte, danneggiate da parassiti e quelle di colore opaco indice di un basso contenuto di olii essenziali, gli scarti vengono utilizzati nell'industria cosmetica.


Il "guscio" o pericarpo, la parte morbida che riveste la noce e che quando è matura si apre, è molto dolce e viene utilizzato per fare sciroppi e confetture.

E fra poco arriva la ricetta......

*Voglio precisare che le foto presenti in questo post sono prese dal Web perchè purtroppo non ho avuto la possibilità di scattarle personalmente.

sabato 8 marzo 2014

Biscotti d'avena, cioccolato bianco e lamponi essiccati per " Unlamponelcuore"





Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace"  della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/), nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare". 









Non sono una grande amante dell'8 marzo o Festa della donna, perchè non amo l'aspetto consumistico di questa ricorrenza; ma rispetto il pensiero per cui è stata istituita, e cioè per ricordare le conquiste che nel corso degli anni le donne hanno ottenuto, sia in campo politico che in quello sociale, e per sostenere quelle realtà, purtroppo ancora attuali, in cui le donne vengono discriminate e sottomesse a violenze.
E' per questo motivo che ho deciso di partecipare  all' iniziativa "Unlamponelcuore", e un grazie particolare va ad Annamaria Pellegrino che con il suo post ha dato l'ispirazione a questo progetto.



Il mio lamponeto questa estate mi ha regalato tantissimi preziosi frutti, li ho fatti sciroppati, c'ho fatto la confettura e poi lo sciroppo e infine essiccati.
Ancora non avevo avuto l'occasione per utilizzarli, forse, senza saperlo, stavo aspettando questa occasione, naturalmente il mio è un piccolo contributo, ma tante gocce insieme fanno il mare.

Qui trovate anche la pagina fb e utili info riguardo i prodotti della cooperativa.

Ho pensato di utilizzare in questa ricetta la farina d'avena in purezza, l'avevo già provata nei Panini sfiziosi   e nel Plum cake con bacche di goji e mi era piaciuto molto il gusto rustico e profumato che aveva conferito alle preparazioni.

In fondo al post troverete anche delle utili informazioni sulla farina d'avena.
 
Dosi per 40 biscotti
  • 200 g farina avena
  • la punta di un  cucchiaino di bicarbonato
  • 1 bustina di lievito chimico
  • 120g di burro freddo a dadini
  • 70 g di zucchero semolato
  •  70g di zucchero di canna
  • 2 uova intere
  • 60 g di gocce di cioccolato bianco o spezzettato
  • 40 g di lamponi essiccati
  • pizzico di sale
Preparazione:
Mescoliamo in una ciotola farina, bicarbonato e lievito, poi  unite il burro ridotto a pezzettini, il sale e lavorate velocemente sino ad ottenere un impasto sbricioloso.
A questo punto aggiungete anche gli zuccheri, mescolate bene e incorporate  le uova una alla volta.
Alla fine mettiamo il cioccolato  e i lamponi
Formate una palla coprite con pellicola e mettete in frigo a riposare per almeno 1 ora.
Ora facciamo i biscotti, formiamo delle palline di 15 g circa e  poi schiacciamole, trasferiteli in una teglia con carta forno.

Cottura a 170° per 15-20 minuti.


Due notizie sull'avena: reperite in rete

L'Avena Sativa è una pianta che appartiene alla famiglia delle graminacee;

  •  è ricca di sali minerali: calcio,potassio, magnesio e ferro,
  • molto nutriente, soprattutto se consumata integrale,
  • ricca di vitamina B1,
  • ecc ecc
Ma comunque, come per qualsiasi altro alimento non bisogna abusarne, il giusto sta nel mezzo, grande detto.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...